::02/04/2008

::prove tecniche di vaffancuore

Noterete che le immagini sono andate a farsi friggere. C'è da attendere SoCi che torni da Dubai per capire perché tanto odio.

Stiamo lavorando per voi...

»::Kekule | | 17:11 | ::commenti (5)

::14/03/2008

::wonkatest 09

Certo che bisogna davvero inventarsene una al dì, per tentare di vendere lo stesso identico prodotto di sempre, ma in una veste nuova, che possa catturare sia l'immaginario dei più piccini, sia le velleità salutistiche dei genitori.
::una scimmia chiaramente con la scimmiaIn questo campo, la Kellogg è regina incontrastata del settore a livello pressoché mondiale, e la gamma dei suoi pubblicizzatissimi Coco Pops è un'armata indistruttibile. L'ultimo arzigogolo da colazione, forse il più elaborato, è il ChocoTresor, probabilmente così denominato per l'astrusa linea dei pensieri da pubblicitario in calore: sono dei cosi come dei bauletti di cacao, quindi baule, quindi tesoro. Vabbè allora ciao.
Premetto qualche cosuccia che poco c'entra col test in sé: uno, sono cari assatanati, costano l'ira di dio; due, secondo me anche nel latte allappano come fossero poliuretano. Fortunatamente, questi dati non riguardano il Wonkatest, che è stato effettuato su un campione gratuito, del tutto identico alla confezione per vendita al publico. E comunque, son gusti, divago a titolo personale.

Il punto d'incrinatura tra package advertising e prodotto effettivo, è proprio la struttura dei "cosi". Sulla confezione si vedono questi bei panzerotti in miniatura, compatti, di poco spessore per lasciar spazio a 'sta colata lavica di cacao imperiale. ::tutto qui il tesoro?Prego confrontare con la foto che ne ho fatto io, e che vorrebbe ben altra nota didascalica: cuscinetti storpi farinosi e porosi, con tanto tanto spessore, dotati di iniqua cavità dalla quale tenta di farsi strada verso la luce un'ipotesi di surrogatone di pasta di cacao. Dai, sinceramente, un falso clamoroso.
Sul retro, in riferimento alla stessa gloriosa immagine d'abbondanza e perfezione, si legge la nota "immagine a solo scopo dimostrativo". Ma ci sarà un limite legale alla scollatura tra immagine e realtà?

Qualche bauletto è più sgonfio degli altri, ma in genere sono tutti simili, a causa di una certa resistenza intrinseca, ma soprattutto per il fatto che sono oggettini piccoli e paciocchi. Un po' si sbriciolano ma ciò non va ad inficiare la ripetibilità del prodotto. Voto medio.

Come ci si doveva immaginare per un prodotto per bambini e ragazzini, sulla confezione si esaltano effetti speciali a go-go, aure sante, scintillii sui bordi di cacao, testimonial da cartone animato, spighe noci quadrati di cioccolato, scritte aggiuntive, caratteri grondanti fluidi dolciari. Se non altro, il tutto è ben distribuito, e sul retro c'è praticamente un manuale enciclopedico, tra tabella nutritiva, contatti, informazioni, ingredienti e possibili allergeni. Tutto il necessario per rassicurare il genitore. Lato a per i più piccoli, lato b per i grandi.
::wonkatest 09Oddio, c'è da dire che non manca il tradizionale campo di testo con inenarrabili frasi ad effetto con grafica un po' troppo mirabolante, ma insomma, i bimbi dai, voglio essere buono.
Una nota: negli ingredienti non sono riportati i codici europei per coloranti ed antiossidanti.

Per quanto mi riguarda, si tratta di uno sforzo in packaging nella direzione della menzogna, tanto più grave in quanto dedicata ai bambini che poi vesseranno i genitori per poterli avere (a carissimo prezzo, ripeto). Pur non mettendo in dubbio la qualità del prodotto, i Coco Pops ChocoTresor sono idealmente lì, in quella fascia di alimenti per la minore età che sta tra il cibo ed il giocattolo ingeribile.
Ah, e Coco the Monkey è chiaramente in acido, ecco.

WonkaTest precedenti: 01, 02+03, 04, 05, 06, 07, 08.

»::Kekule | wonkatest | 12:55 | ::commenti (6)

::10/03/2008

::divide et impera - 3 di 3: più di mille parole

Guardare le figure è più facile che leggere.
Se usi bene il linguaggio delle immagini, non solo puoi far comprare il tuo prodotto, ma puoi contemporaneamente concimare i consumatori, in vista di una nuova proposta, di una nuova esigenza da far soddisfare. Di nuovi tabù fasulli da abbattere davanti agli occhi della tua audience per far credere loro di essere davvero liberi di decidere.
Se usi bene le immagini, puoi vomitare nefandezze senza timore di essere denunciato.

::isoradio 103.3 chissà perchè gli incidenti eh?

New Saab 9.3 TTiD.
Passi con l'auto ed il camionista è disturbato dal tuo passaggio supermacho.
Se davvero con quest'auto fai sbarellare i camionisti, non sei fico. Sei un criminale. Oppure in quest'auto c'è qualcosa che davvero ma davvero non va come dovrebbe. Bel messaggio, complimenti.

::scioè scioè non bozzo fare le fote sensa le lendih

Spot introvabile delle lenti a contatto, forse Focus Dailies della Ciba Vision (Novartis).
Perdonatemi, l'ho cercato in lungo e in largo, ma non lo danno più in tv, e non esiste in rete; anche l'immagine sopra è un montaggione ideale. È quello della fotografa biondina che non può lavorare sin quando non mette le lenti, per raggiungere il truzzo mulatto a torso nudo.
Skateboard e snowboard, skateboard e snowboard, skate e snow skate e snow, che palle, non si vede altro da un paio d'anni. Va bene, abbiamo capito che sono zzziòvani e fighi, e farli vedere attizza l'acquirente zzziòvane; però una trama forzata così, architettata per far vedere la tartaruga fotoscioppata di lui e l'ennesimo skate, non può che assurgere al sacro livello di pippah pippah e ancora pippah.

::spupuzziunato pe quanto ricuarda le dimenzioni del cambio

Dodge Nitro.
Il medio figuro panzerotto e calvetto con automobile non fica, chiede aiuto al bel selvaggetto truzzodotato di SUV abbondantissimo, per ricaricare la batteria. Finale esplosivo, grasse risate hahaha...mah.
Ci si potrebbe anche fermare alla pietosa voglia di machismo tecnologico, cafona pacchiana e sovrabbondante, certo. Ma non meno di ciò che pubblicizza, no? Quindi assolutamente in linea...
Invece la cosa avvilente è il passaggio forte e dissonante che si percepisce: prima, il rapporto civile che va aldilà delle disparità dei due, prego grazie scusi; poi, a tragedia avvenuta, nessuno più ad essere gentile, per il signore mediocre che ha subìto anche danno, ma solo questo minaccioso bestione con i fanali fissi su di te, titano punitivo dallo sguardo severo ed un po' camorrista. I cattivi vincono sempre.

Basta, troppa tristezza, troppo sopruso, troppo orrore. Mi va di aggiungere una cosa che non c'entri nulla, ma che strappi un sorrisino per chiudere offtopic questo trittico.

::signora non si preoccupi ora la portiamo da chi potrà aiutarla

Vicks Honey
"Quella tosse mi preoccupa", le dicono le foto.
Ah, la tosse, ti preoccupa? La tosse? E non sei preoccupata del fatto che stai interrogando delle fotografie? E che queste ti rispondano?
Non senti arrivare la depressione da casalinga? Non senti questo suono di sirena che si fa sempre più serrata verso casa tua?


::27/02/2008

::divide et impera - 2 di 3: panacea nutrizionale

Lo yogurt che ti ricrea la flora batterica, quello che ti rigenera l'alfa quattro, quell'altro che è fonte di cappa erre sette, o di doppia vu acca ics, o di qualsiasi altra sigla di cui non sapremo mai nulla; la pasta con il principio attivo inoculato, il pane con gli enzimi antiinfarto, la bevanda al tè ::mangiarono il pane benedetto e le loro anime guarirono(attenzione, non semplicemente "il tè"!) che rallenta l'invecchiamento cellulare.
Come dire che esiste cibo e Cibo: dividi i consumatori e domina il mercato.

Cosa faranno ai loro prodotti le Case che vantano la distribuzione di questi miracolosi intrugli, più di quanto possa fare, che ne so, la Ditta Visentin & Figli? Vabbè, dice che: fase uno la ricerca, fase due le prove certificate, fase tre la distribuzione col prodotto base dopato con queste aggiuntine positive.
Sì dai va bene, ma io sono dell'avviso che, prendiamo ad esempio, lo yogurt sia comunque un ottimo latte marcito, dal quale una siringata additiva di lactobacillus di una più salutare tipologia potrà far scaturire un vantaggio talmente esiguo da poter essere considerato molto molto vicino alla mera parvenza. Una differenza così povera ed instabile, che sarà spazzata via al primo sorso di birra o dito di vino, o da un'ora lavorativa particolarmente stressante, o dal veloce McChicken a pranzo, o comunque da un qualsiasi squilibrio minimo che pesi sull'organismo.

Secondo me, si punta invece alla certificazione scientifica di una baggianata, che renda speciale il consumatore, che ne giustifichi moralmente il suo stesso essere "iperconsumatore" che consuma tanto da danneggiarsi alle volte. E allora giù, con i nostri laboratori hanno scoperto, ricerche effettuate da importanti enti scientifici, gli studi sul campo hanno evidenziato, bla bla bla.
Un produttore non può sparare numeri a caso, oppure essere di parte per suo guadagno, quando riprende dati paventati come scientifici: c'è un Regolamento Europeo appositamente dedicato alla comunicazione commerciale di questo tipo, è del 2006, recente. Sapete cosa significa? Significa che le Case produttrici ne avevano sparate talmente delle grosse, che ad un certo punto qualcuno ha dovuto dire mobbastaveramente, ed ha dato delle linee guida.

Evidentemente, queste linee guida sono serie, ma se sei una grande Multinazionale puoi investire tanti soldini per creare un vero e proprio network di laboratori, oppure un centro di ricerca reale e tangibile, talmente grande da sembrare indipendente dalla Casa stessa. Possono questi Enti dire al proprio finanziatore e/o creatore una cosa del tipo "Non è vero che il tuo prodotto resuscita anche Lazzaro"? Ovvio che no. ::mangiarono lo yogurt e cacarono come la prima voltaUn po' come la nostra ricerca universitaria del farmaco, alla quale possiamo anche fornire il 5 per mille, che però è asservita alle Multinazionali del farmaco, che forniscono i veri veri veri soldi per la ricerca, e che quindi impongono le loro linee di ricerca alla faccia della "ricerca libera" (corollario: quindi, se date il 5 per mille alla ricerca medica, aiutate le ricche Multinazionali del farmaco; fossi in voi, eviterei...).

LC1 è lo yogurt panacea della Nestlè, è solo latte marcio come gli altri yogurt, ma dice che questo ripristina all'istante la flora intestinale, ti fa il caffè la mattina e ti lava la macchina di venerdì sera.
Dice che ci ha pensato "il nostro centro di ricerca Nestlè di Losanna" (a me questo fa già ridere, "tu manciah!! lui manciah!!" come Fantozzi). Poi però non rido più, quando leggo che tale indipendentissimo organismo scientifico è stato creato da una costola della Novartis, una delle Multinazionali del farmaco con più cosucce da farsi perdonare (facciamo uno dei tanti esempi). Mah, sento puzzetta di zuppetta...
La Danone produce invece Actimel, il siero dell'eterna giovinezza con sedili in pelle, che ha portato l'innovazione del far sentire in colpa i genitori che non "proteggono abbastanza la loro prole", che spot dal meccanismo vigliacco! Assicura l'indipendenza scientifica dei dati: l'Istituto Danone (dai, su, almeno provateci, a non ridere!), un Istituto che, se ho ben capito, non esiste fisicamente! Quindi questi qui sono professori di università, inseriti nell'organigramma del fantomatico istituto, foraggiati dalla Danone a mettere il marchio francese su ricerche che utilizzano (anche?) risorse pubbliche! Indipendenza scientifica a palate!
Infine è la volta della Barilla, e della sua meravigliosa linea Alixir, brand di versioni strafighe di prodotti comunissimi, sui quali aleggia una sòrta di aura santa. Brand tra l'altro lanciato malissimo in un momento di recessione pressoché di massa, complimentoni ai manager Barilla. Il sito supersonico è dominato da un verbo:"aiuta". Tutte le cose fotoniche che questi alimenti dovrebbero fare, hanno il verbo "aiutare" che attutisce le responsabilità delle loro promesse, fatte però assaporare attraverso gli advert come fumus curativo.
Chi assicura tutto questo? Boh, il sito parla di una misteriosa "ricerca Barilla" (oh, ho detto che non dovete ridere, un po' di rispethahahahaha!), e di altrettanto misteriosi "Centri Universitari Italiani"; evidentemente nella mente di chi l'ha pensato e scritto voleva essere qualcosa di rassicurante...

Intendiamoci: le intenzioni sono buone, anche se probabilmente i risultati sono esposti in modo un po' troppo tronfio per motivi meramente economici: far star bene la gente a partire dal cibo.
È male che il controllato ed il controllore si accordino prima, invece. Avete mai visto i G8 con i cortei, le mazzate ed il morto? Ecco, ora sapete quali meccanismi diabolici devono essere difesi, anche a costo dell'interruzione di una finzione di democrazia.

Update 28.02.2008:
o gesù d'amore acceso non t'avessi mai offeso, e datemi aria! Cioè, arrivate a controllare dopo poco addirittura un blog piccolo come il mio, che per latitanza plurisettimanale è anche crollato come lettori, roba da un'ottantina al dì. Poi uno passa anche da cattivo barricadero perché descrive con toni accesi le multinazionali, ma se fate così ci date da pensare, cribbio...

::l'occhio delle multinazionali orwelliane


::23/02/2008

::divide et impera - 1 di 3: guardate avanti ma mai tra di voi

Parlottavo un giorno con amici e conoscenti che hanno esattamente la metà dei miei anni, tanta energia da vendere, tanto vuoto di coscienza da plasmare ancora in una forma finita, tanti ormoni impazziti che schizzano qui là su giù senza una direzione certa dando ogni dove delle testate micidiali.
Quindi, si parlava di telefilm zzziòvanih. Discuti discuti discuti, ma no ma sì ma forse mi sbaglierò, dai oggi li vedo con occhio critico e vi saprò dire.

::alcuni zzziòvanih imitano un modello per i zziòvanih giocando a "do the knox"Guardo prima "The O.C.". Ok, io ci ho capito tipo questo: ci sono i soliti protagonisti dei soliti teen drama ammeregani che vivono il solito mancato legame tra quello che succede loro e le loro possibilità economiche (ad esempio, stipendio possibilità e disgrazie in questi programmi non sono mai legati, in mezzo arriva la pubblicità...e non è un caso). Figa fotoscioppata e pose forzate imbarazzanti per quanto piazzate lì per strategia e non per sceneggiatura, skate e snowboard skate e snowboard, benessere sciorinato completamente a caso, una problematica nulla rispetto a quella che riconosciamo essere la vita reale per saturare la singola puntata. Poi ad un certo punto dice si amano, ma un si tromba perché aperta parentesi inserisci qui motivazioni bacchettone yankee chiusa parentesi. Poi verso la fine, regolarmente i ragazzi si menano. Fine.
Sieh, hai voglia a tentare le vie del vampirismo e delle mazzate, delle mamme e delle figlie, dell'ironia, della famiglia paradossale, dell'adolescenza problematica, del nucleo di amiciciciricchioni© e le di loro manie: queste serie sono sempre tacchini del ringraziamento, il ballo di fine anno, non voglio fare la cheerlead...anzi no, la cirlider però sono costretta.

Poi ne vedo uno del quale manco mi ricordo il nome, su MTV, con tutta una serie di ragazzi ganzi perché fanno scheit a livello scioè scioè professionale. In questa puntata: il ganzo fa il campionato e suo padre divorziato ci vuole venire a vederlo perché segue pippone moralista yankee. Una produzione talmente nulla che la consistenza puramente pubblicitaria del telefilm non deve neanche essere scoperta: è lì, è evidente.

Poi comincia "Skins", che già dal titolo ("cartine") dichiara l'argomento principale. E unico.
Un gruppo di teen scafatissimi su sesso e droghe ricercano sesso e droghe nella loro giornata tipo. C'è il ganzo con lo scheit, la nera d'ordinanza, il fesso come da regola, ed uno fichissimo dall'occhio truccato demoniettico, uno strategico fratellone bagnapassere per quindicennine da uniposca clitorideo, novello nick kamen nudo in lavanderia, che, attraverso un linguaggio tutto personale perché scioè illinguaggio deiggiòvanidòggih dicesievolve, istruisce gli amici zulla troka e zul zezzo, tanto agognati in egual misura, così eguale da non distinguerli più.

::"do the knox" againIl tema di "Skins" vorrebbe essere: i zzziòvanih sono scafati, fanno cose inimmaginabili, e noi parliamo a loro nel linguaggio delle loro esigenze. Ed è falso, questi sono degli scambisti tristi nelle piazzole di parcheggio a Cinisello Balsamo nel corpo di teenager, con un'idea delle droghe e del sesso mesta calcolativa costipata nella sua conoscenza similquarantacinquenne. Un falso che serve a dare ad Annina che frequenta il Liceo di Molfetta l'idea di come può essere diversa la vita dei zzziòvanih fuori da Molfetta (Molfetta per esempio, ovviamente). E per venderle i mezzi per sentirsi più a suo agio.
Il telefilm su quelli con lo scheit attende solo i ragazzotti frustrati come un formicaleone votato al libero mercato.
"The O.C." è un grande spot subdolo, che usa le problematiche zzziòvanilih per occultare la sua naturale propensione alla vendita di modelli ed oggetti, entrambi ben più concreti dei sentimenti incollati con lo sputo che tenta di marionettare davanti ai suoi imberbi spettatori.

Frustrare per allontanare, allontanare per vendere: tutti e tre giocano a filtrare le condizioni di incontro, affetto, amicizia ed amore che dovrebbero essere naturali tra gli adolescenti. Naturalmente esplosivi, arruffoni, confusi, imbarazzati; lordi e candidi ad un tempo.
Così i ragazzi guardano avanti a sé il loro Grande Fratello, dritto negli occhi, in costante ipnosi del cuore. Quando potrebbero voltarsi e guardarsi direttamente tra di loro.

»::Kekule | societa, televisione | 20:48 | ::commenti (5)

::25/01/2008

::temiamo una destra violenta per di più incerta sul suo passato

::la gente chatta ma sta male

»::Kekule | fuffa, foto | 20:20 | ::commenti (3)

::18/11/2007

::heidi e chiedersi il perchè?

Succede sempre così: da grande, rivedi certi film e certi cartoni animati, rileggi certi libri, e ti rendi conto che negli anni avevi fatto sedimentare opinioni esageratamente positive su di essi. Da quel punto in poi, quello che dapprima era mito, finisce poi ridimensionato a folklore adolescenziale, categoria pericolosamente vicina al trashpop.

Al contrario, ciò non si è verificato rivedendo su Italia1 "Heidi", la versione anime del romanzo "Gli anni di formazione e di peregrinazioni di Heidi", per la regia di quel mostro che è Isao Takahata, il quale, durante quegli anni, decise di intraprendere un ciclo di produzioni seriali presentato ai produttori col titolo ideale di "Opere classiche da tutto il mondo". Era questo un progetto complesso e difficile, nel quale vengono impegnati tutti gli spiriti più innovativi, ©1974 taurus/toeipronti a scrollarsi di dosso l'ombra uniformante del colosso disneyano e del di esso stile nel trattare le tematiche dell'infanzia e dell'adolescenza. Tra questi, Hayao Miyazaki, ho detto tutto.
Oh, io lo ricordavo davvero bello, ma ho sempre pensato che il mio giudizio fosse condizionato dal fatto che "Heidi" piacesse moltissimo a mia madre. Insomma, il vero spettacolo durante la trasmissione era in realtà la mamma spettatrice. Invece, rivedendolo, ho riscoperto un'opera davvero preziosa, e tra amici abbiamo tentato un'analisi del perché.

Su Repubblica.it, qualcuno, e porca miseria non si sa chi sia, s'è ricordato la data della prima messa in onda italiana, e ne ha fatto un anniversario di serie B, quelle stronzatine che servono come riempitivo a Repubblica.it, come alle sue consorelle, quelle puttanatelle da colonna laterale che in genere vertono sul pruriginoso, extrema ratio salvagente del quotidiano in Italia.
Leggete voi stessi, e ditemi se magari non era il caso di chiedersi il perché del successo di pubblico, di valutare le motivazioni dell'ascendente che l'opera della Spyri ha sugli spettatori, di commentare la rilettura del regista nipponico. Invece che piazzare l'ennesimo colpo di copiaeincolla triste che ti fa capire com'è giusto che i giornali lascino il testimone a media differenti. Invece che mettere su un nulla inutile, perdipiù coi nomi dei protagonisti grammaticalmente sbagliati.

Johanna Spyri ha iniziato tardi a scrivere e pubblicare letteratura per ragazzi, ma quando ha iniziato ci ha messo dentro quell'innesco romanticistico che diverrà la base per un cambiamento rivoluzionario della pedagogia e dell'educazione del bambino, cinquant'anni prima della Montessori. Il suo romanzo più famoso è ancora oggi il libro più tradotto al mondo dopo Bibbia e Corano!
©1974 taurus/toeiI protagonisti del romanzo trovano subito spazio nel cuore dei lettori, piccoli e grandi, in virtù del realismo delle loro reazioni alle problematiche che volta per volta incontrano. La reazione della bimba al mutismo sentimentale alla quale è sottoposta in città, ad esempio, è un piccolo gioiello di psicologia infantile con tutti i particolari (aura e mutismo post-sonnambolici, inappetenza, fughe nell'immaginazione). Lo scontro tra la visione moderna del medico di casa Sesemann, e quella rigida dell'educatrice Rottenmeier (che usa l'handicap di Clara come ricatto psicologico, cosa oggigiorno impensabile!) è un pezzo di storia della pedagogia. E si potrebbe dire ancora molto: il rapporto con la natura, con la vecchiaia e le disfunzioni fisiche, il contrasto tra le classi sociali, tutto molto rispettato nell'eccellente trasposizione nipponica, il cui valore è accentuato dalla colonna sonora ad opera di Gert Wilden.

Nell'Italia che discute dei DiCo, che s'interroga su cosa definire famiglia e cosa no, che si allarma per il concetto di nucleo allargato ed eterogeneo, mi preme far notare come in "Heidi" non vi sia alcuna famiglia classica formata da babbo mamma e figli. Ci sono invece nonno bimba e zia evanescente, nipote nonna e mamma (e il papà di Peter?), nonna babbo ed educatrice ( e la mamma di Clara?). Scritto nel 1880, ci piace ricordarlo, eh!

Va bene, scrivo questa cosuccia veloce prima di uscire ed andare a far festa, nella speranza che qualcuno approfitti di questo anniversario di cartapesta, per discutere di quel 20% quotidiano di share senza sorprendersi, bensì approfittandone per chiedersi e spiegare il perché. Buona ri-ri-ri--visione a tutti.

»::Kekule | televisione | 22:42 | ::commenti (19)

::11/11/2007

::future future future perfect/freezepop

::future future future perfect/freezepopSpendo giusto un paio di righe per questa ultima release dei ragazzi di Boston. Un paio, tanto basta e tanto deve bastare.

I Freezepop sono dei ragazzotti del Massachusetts che da qualche anno si propongono col loro stile electropop molto electro ma soprattutto moltissimo pop. Fanno quella che suol definirsi: musica stupidissima, cionondimeno divertente. La musica da doccia.
Hanno fatto il gran botto quando ai loro elementari quattroquarti si sono avvicinati gli omini con gli occhi a mandorla e con tanti soldi in tasca, ai quali le grandi case di videogiochi assegnano il compito di cercare i brani più adatti per i Guitar Hero, i Karaoke Revolution, i DDR e tanti tanti altri. Tutti questi giochi hanno firma nipponica, ma le loro versioni americane sono opera della Harmonix, che indovinate un po' dov'è sita? Esatto, bravi, più esattamente a Cambridge, Massachusetts. Segue una lunga sessione di occhiolini ed ammiccamenti da parte mia.

I Freezepop sono quindi il punto d'incontro di due tipologie di seguaci. Da una parte, i malatoni dei toygame, che reinterpretano la voglia di ballare e suonare in un contesto casalingo che impedisce loro di mettersi in gioco. Dall'altra, le più semplici tra le persone che dicono di ascoltare l'indie, le kidult impenitenti che compongono il fuorisedismo centronordico più banalotto, quelli che per scappare da una classe di liceo che ascolta Vasco e Consoli si ritrovano poi, dalla padella alla brace, in qualcosa di differente ma non certo di meglio.

Si eh, criticone prevenuto che non sono altro! Come da titolo del secondo brano di questo disco:"Pop music is not a crime". Ed io sono completamente d'accordo. Ad esempio, la loro uscita precedente, quel "Fancy Ultra Fresh" del 2004 molto intimo con l'universo videoludico, è un disco electropop divertentissimo, con un gusto perverso per la bleeptronica e per l'immediatezza dei giri di do e di sol. Onestissimo.
Questo no, questa release ha l'unica pecca che non può essere perdonata ad un gruppo del genere: non è divertente. Dice: ma loro son leggeri, non bisogna chiedergli altro! ::4/10Ed infatti, loro devono solo essere divertenti, ma a parte la già citata Pop Music is not a Crime (già accaparrata per un gioco sull'iPod), un po' Do You Like Boys e, bah, forse il brano di apertura Less Talk More Rock, traspare dal cd una perdita totale di freschezza, catalizzata da certi maldestri tentativi di fare di più. Cosa "di più" poi, non saprei manco dire. Oh signori, ricordatevi che siete quelli che facevano la musica su un vecchio Yamaha QY-70, calma eh!

Insomma via, se per freezepop si intende il classico polaretto, mi dispiace dire che s'è sciolto un bel po'.

»::Kekule | musica | 19:27 | ::commenti (5)

::30/10/2007

::umm pah chk pah commodoriani per caso

Durante le ultime ore del Festival della Creatività, giusto dopo il concertonerd di Nobuo Uematsu (bello, devo dire...), la signora Creatività ha fatto il suo ritardatario ingresso in punta di piedi, per mezzo di alcune sperimentazioni musicali premiate da scarso seguito. A quell'ora il Salento che ci portiamo dentro un po' tutti ha preso il sopravvento sulla Creatività, regalandoci la colorita scoria di manipoli di studenti fuorisede in Arte dell'Apparire, in mise terribilmente apulocalabrocreativa, fumantini e alcoolini come l'etichetta dei senza etichette consiglia secondo cicli generazionali immutabili.
A distinguersi dall'echi di "machicazzosoqueshdi?", ::mmm nerdoni o ruffiani?pochi interessati ascoltavano me che facevo il supersonico galletto con le mie spiegazioni da maestrino odioso, sulla vasta discografia di Pierre Bastien, riguardo le cause fisiche della rumoristica a diffrazione e conteggio fotonico dei Mikomikona, o su quale tracker utilizzasse Nullsleep sul suo Gameboy. Che fighetto elitario nerdacchione impunito che sono.
Parlando parlando, siamo finiti su altro argomento, che mi è stato chiesto di completare in breve, e questo è il post di servizio per gli amici Creativi.

Si parlava di che? Ah sì, dei Visa Röster, l'equivalente retrocomputeristico dei Neri per Caso (minchia, quale onore!).
Quella dei Visa Röster è una formazione svedese di musica a cappella, che, oltre all'immancabile repertorio classico, vanta ben due cd di brani classici tratti dai giochi e dalle demo del Commodore 64. Ovviamente i sei nostri non si fanno mancare nulla, presenziando ai retroparty nordici e deliziando la platea con performance dal vivo.
Tutti i dati, dice che esiste internet, ve li leggete sul sito ufficiale già segnalato, o sul loro MySpace. Aggiungo un paio di parole io.

::*** commodore 64 *** vocally/visa rösterIl primo dei due cd, "*** Commodore 64 *** Vocally", contiene 13 tracce, delle quali l'ultima dal vivo totalmente inedita.
I ragazzi vanno a coprire una zona temporale della storia commodoriana, compresa tra la seconda e la terza generazione ludica del C64, più o meno dal 1985 al 1987, puntando le loro migliori fiche con una certa furbizia, sul riesportare brani classici precedentemente utilizzati sul gioiellino di casa Commodore: "Lo Schiaccianoci" in versione Fred Gray, tratto da Mermaid Madness, e il "Bourée" dei Jethro Tull piazzato da Tim Follin nella vanity board di Black Lamp ne sono un esempio.
I Visa Röster si presentano bene con questa fatica prima, convincendo i più riguardo la loro essenza di retroappassionati come, se non più, di loro, addirittura non disdegnando la versione a cappella di un brano di Markus Schneider fatto a suo tempo (1991) per un gioco che non ha mai visto la luce. Gli arrangiamenti giocano sul vedononvedo, a far trasparire suoni del SID in degne intro o nostalgici intermezzi. Da notare che tra fruttoni appassionati vige collaborazione, dato che la loro versione di Comic Bakery è chiaramente ispirata a quella famosissima dei PPOT ("Larger than Pop Boyband mix", quella corredata del fantastico, imbarazzante, video da boyband fine anni '90).

::ready. vocally too/visa rösterArriva il successo, arriva il secondo cd da ben 18 tracce, tra le quali si intravedono molte hit chiaramente vincenti, pezzi che tra i circa 34000 conosciuti catalogati e preservati nell'HVSC, ricoprono i meglio posti nella top ten.
In questo seconda release, i sei nerdoni svedesi lavorano in collaborazione con i più conosciuti ed apprezzati riarrangiatori di brani del C64 (Oxygene, DHS, Mahoney...), producendo in pratica un disco dal doppio valore, ed è una notevola furbata. Ecco perché si è puntato ai pezzi più noti: sono un punto d'incrocio per tutti quelli che v'hanno collaborato, sono pezzi sentiti, riascoltati, riarrangiati prima in un modo poi nell'altro. Una deriva completamente vocale di un bolo digerito a lungo, diventa punto d'approdo di una stessa esperienza. Il risultato di questa ricerca è che l'ascoltatore sente evidenziati proprio i particolari che ricorda di più del singolo brano, che più gli rimandano alla mente l'impressione catturata durante l'attività videoludica.
In particolare, favolose le versioni di Last Ninja 3 e dello storicissimo conosciutissimo brano di Mike Alsop tratto da Fairlight.

Ovviamente, questa è musica solo per addetti al retronerdume, quindi nessun Franceschiello di votazione potrebbe reggere. Ma se gli date un assaggino male non potrà farvi, in virtù del fatto che i Visa Röster permettono la copia del cd a terzi, chiedendo in cambio una donazione volontaria suggerita di 5€, al vostro buon cuore. Commodoriano.

»::Kekule | musica, retroware | 21:33 | ::commenti (10)

::20/10/2007

::che ne sai di un antico dolore di una stella che muore

::© 2005 progetto grottango/fa.gian/enrico "toxic" galli

Comunicato molto molto importante: il momento tanto atteso è arrivato. Questo, per chi ancora non lo sapesse.
Annullate ogni residua dignità, visionando il frutto del peccato dal sito degli autori (.mov), oppure su YouTube.

L'emozionato tenutario di codesto blog continua a visionarlo, ed a piangere lacrime di sangue e acciaio.

»::Kekule | personaggi | 18:11 | ::commenti (14)